Sei a dieta ma dopo qualche tempo non perdi più peso? Sarà "colpa" dell' effetto Wooshing

A quanti è capitato di seguire un regime alimentare ipocalorico, di vedere i primi risultati in termini di calo ponderale e poi di trovarsi in una fase di stallo? Sicuramente è frequente il verificarsi di questa situazione, con conseguente scoraggiamento e probabile abbandono del percorso nutrizionale intrapreso.

Quando ciò avviene, possono esservi diverse ragioni; tuttavia, quando una dieta (ben calibrata e totalmente personalizzata) è seguita pedissequamente, può succedere che questo blocco possa derivare da quello che viene definito “Effetto Wooshing”.

 

Di cosa si tratta?

Prima di spiegare il meccanismo del fenomeno in parola, è opportuno fare un passo indietro e comprendere cosa avviene nell’organismo quando ci si sottopone ad un regime alimentare ipocalorico.

Semplificando al massimo: nel momento in cui il numero delle calorie introdotte supera quello delle calorie consumate, ha luogo un accumulo, sotto forma di incremento del tessuto adiposo.

 

Tale tessuto è composto da una moltitudine di cellule denominate “adipociti”, ognuna delle quali contiene una piccola porzione di grasso (trigliceridi). Un adipocita può essere paragonato ad un palloncino riempito con acqua.

Nel corso di una dieta ipocalorica, allorquando si necessiti di più energia di quella introdotta con l’alimentazione, l'organismo su attiva smobilitando le riserve di grasso, ed è da questo momento che tali “palloncini” cominciano ad essere svuotati del loro contenuto (con conseguente calo di peso). Può tuttavia succedere che nonostante si prosegua con la dieta, ad un certo punto non si notino più – a volte anche per qualche settimana - riduzioni a livello di peso. Ciò trova una plausibile spiegazione nel cosiddetto Effetto Wooshing.

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Che cos’è l’effetto wooshing?

Nel momento in cui gli adipociti hanno intrapreso il processo di svuotamento, l’organismo può porre in atto un meccanismo di preservazione del loro volume e per tale ragione inizia a riempire – temporaneamente - tali cellule con acqua. Ciò fa si che pur avendo perso una certa quantità di grasso, la persona pesandosi non riscontra alcun miglioramento, scoraggiandonsi e perdendo fiducia nei confronti del piano alimentare.

 

Come intervenire?

In tali casi non serve apportare variazioni al piano alimentare al fine di ridurre ulteriormente l’introito calorico, nè esiste alcun rimedio con effetto immediato a tale fenomeno fisiologico.

L’unica cosa da fare è – semplicemente - proseguire con la propria dieta (ripeto, a patto che si tratti di un piano alimentare strutturato sui precisi fabbisogni individuali e non di una dieta da “rivista” o da “coach alimentare”).

Se si avrà la volontà di pazientare qualche giorno, anche l’acqua accumulata sarà espulsa da tali cellule, le quali risulteranno, di fatto, svuotate del loro contenuto e si potrà, finalmente, osservare la tanto attesa perdita di peso.

 

Dott.ssa Silvia Sannuto

Biologa Nutrizionista

 


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